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CLANDESTINO. Trimestrale di letteratura e poesia, a. XX, n. 3-4, autunno-inverno 2007. Redazione c/o Raffaelli Editore, Vicolo Gioia, 10 – 47900 Rimini, e-mail: info@rivistaclandestino.com.
In apertura, l’editoriale di Massimo Morasso introduce al problema della forma poematica, fulcro tematico del fascicolo. Più che insistere sul presunto «oltrepassamento della ‘linea’ novecentista», azzardata pretesa che Morasso attribuisce ai ‘giovani di belle speranze’ che allignano nella repubblica della poesia dell’età di internet, è opportuno soffermarsi sui poemi di Pagliarani e Bertolucci, che anticipano opere più recenti come Antartide di Mussapi e Vaticinio di Cagnone. Di poema o ‘egloga barocca’ discute, a proposito di Auden, anche Davide Rondoni. Idolo polemico del saggio è un giudizio di Josif Brodskij, che definì Auden un poeta ‘equilibrato’ a differenza di Eliot e Pound; ma da qui Rondoni procede poi a una riflessione sul ruolo della poesia nella società e sul legame tra l’arte e il sacro. Un legame da Auden forse intravisto – lascia intendere Rondoni – ma non còlto. Auden avrebbe cercato «una sorta di vademecum contro gli errori. Ma il non averlo trovato è la ragione dell’esistenza e della forza della sua poesia». Il secondo ‘fuoco’ del numero è la poesia di Mussapi che, già evocato nell’editoriale, viene trattato (e accostato a Auden, appunto) ancora da Rondoni. Da segnalare, all’interno del fascicolo, l’inserto «Antivirus», come il titolo del programma sulla «poesia in televisione» che Rondoni conduce sul canale Sat2000.
(N. S.)
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