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QUIMERA, revista de literatura, n. 254, marzo 2005, Ediciones de Intervención Cultural, c/ Sant Antoni 86 local 9, 08301 Mataró (Barcelona), Redacción quimerarevista@hotmail.com, pp. 82, € 5,00.
A dieci anni dalla morte di Ángel Crespo (Ciudad Real, 1929-Barcellona, 1995), «Quimera» celebra il poeta esule dedicandogli largo spazio in un dossier che si articola in commenti, ricordi e riflessioni di scrittori e amici provenienti da diverse estetiche. L’impossibilità di ‘incasellarlo’ nei tradizionali clichés letterari è evidente: inizialmente vicino all’estetica so cialrealista, approderà a risultati del tutto originali (si veda il suo realismo mágico). Così, affascinato dalle avanguardie in età giovanile – come segnalano Manuel Mantero e Enrique Badosa – in seguito organizzerà tutta la sua poetica a partire dalla verità-realtà che si cela nel paesaggio. Ma nella sua poesia non riecheggia solo la tradizione poetica dell’Europa moderna Parcerisas e Doce sottolineano i suoi le gami con Wordsworth e Tomlinson –, ma anche il mondo della classicità e, come afferma Giménez-Frontín, Dante fu per lui un «compañero inseparable» (si pensi alla sua traduzione della Divina Commedia). La filosofia, i viaggi e il cosmopolitismo sono alcuni dei punti cardine su cui si basa tutta la sua opera. Interessante anche il saggio di Georges Tyras su Milenio Carvalho di Manuel Vázquez Montalbán, romanzo in due volumi caratterizzato da una «homología funcional que se da entre ficción policiaca y libro de viaje», un giro del mondo geografico-letterario che ben si inserisce nel contesto storico-politico odierno.
Stefania Massinelli
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